METEO/Amsterdam
Per secoli la storia dell’Olanda è stata legata a quelli dei due paesi confinanti, il Belgio e il Lussemburgo con i quali formava i Paesi Bassi. A seguito della rivoluzione belga, nel 1830 i confini vennero limitati e nacque l’attuale Regno d’Olanda.Reperti storici confermano che il territorio era già abitato al tempo della preistoria ma è nel 59 a.C. che i romani entrarono in contatto con gli abitanti del posto conquistando un’ampia regione del loro territorio. L’impero di Cesare diede il via ad un processo di costruzione di città, fattorie, strade che durò circa quattro secoli e quando i romani iniziarono a calare di potere, si fece avanti la stirpe germanica dei franchi che, alla fine dell’VIII secolo avevano conquistato gran parte del territorio e iniziato un’opera di conversione della gente locale al cristianesimo.
Nei duecento anni che ne seguirono i vichinghi invasero il paese e ne saccheggiarono le rive costringendo gli abitanti del posto a costruire città fortificate per difendersi dagli attacchi nemici. Il 1200 è il periodo in cui le città che avevano sbocco sul mare si arricchiscono grazie agli scambi commerciali, mentre le altre zone iniziano a rivendicare i propri diritti contro i sovrani dei feudi, ed esistono documenti storici che rivelano come le diverse situazioni vennero trattate.
Il XV secolo fu un periodo di grande prosperità per il paese: nacque la cantieristica navale, il commercio marittimo si sviluppò enormemente e i mercanti si arricchirono commerciando prodotti di tutti i generi.
Alla morte di Maria di Borgogna, ultima erede della casata e sposa di Massimiliano d’Asburgo, il paese passò nelle mani del figlio di Filippo detto il Bello, seguirono poi intrighi complicati e nel 1530 Carlo V, riconosciuto anche dal papa come imperatore del Sacro Romano Impero, divenne sovrano di molti territori dell’Europa e di possedimenti coloniali e la crescita dei Paesi bassi proseguì fino al 1555 quando vennero ceduti, insieme alla Spagna, al figlio dell’imperatore, Filippo II. Il nuovo sovrano, fervente cattolico, causò conflitti di religione fino alla dichiarazione di guerra all’eresia protestante.. Il culmine delle tensioni si ebbe nel 1556 quando i calvinisti distrussero opere d’arte sacre in molte chiese cattoliche. Esistevano inoltre contrasti di altro genere tra il re di Spagna e gli olandesi: tra tutti la tassazione molto elevata e le restrizioni imposte nel campo del commercio. Filippo II decise così di assegnare ad un esercito di 12,000 uomini da lui convocato poteri assoluti per sradicare il protestantesimo. Il duca d’Alba, detto di ferro, a comando dell’operazione trasformò la missione in una strage. A capo della rivolta per gli olandesi salì il principe Guglielmo d’Orange-Nassau, detto il Taciturno che riuscì a conquistare anche l’appoggio dei calvinisti olandesi e si fece paladino del principio di tolleranza, divenuto poi uno dei pilastri dello stato indipendente. Nel 1572 la rivolta volse in favore dei ribelli che riuscirono a togliere agli spagnoli il controllo di molte città e a ridare a Guglielmo il controllo di tutte le città olandesi esclusa Amsterdam e il duca d’Alba fu rimosso dall’incarico.
Nel 1579 i Paesi Bassi si divisero definitivamente. Le province del nord formarono l’Unione di Utrecht, un’alleanza antispagnola che formò la Repubblica delle Sette Province, mentre le regioni meridionali costituirono l’unione di Arras dalla quale, in seguito, nacque il Belgio. Le province Unite dichiararono da subito la loro indipendenza dalla Spagna ma nel 1584 subirono un duro colpo quando il loro leader, Guglielmo il Taciturno, fu assassinato. Ne seguì la cosiddetta ‘tregua dei dodici mesi’ ma il conflitto con la Spagna si riaccese con la guerra dei trent’anni. Finalmente il 1648 determina la fine degli 80 anni di contrasto: la pace di Westfalia costrinse la Spagna a riconoscere l’indipendenza delle Province Unite.
Raggiunta finalmente la pace e la stabilità, iniziò un periodo di grande prosperità che fu definito ‘Secolo d’Oro’ dell’Olanda. Nel 1602 fu costruita la flotta mercantile della Compagnia delle Indie Orientali che in breve tempo conquistò il monopolio di tante rotte marittime e commerciali affermandosi come la società commerciale più grande del XVII secolo. Anche un’altra società simile, la Compagnia delle Indie Occidentali, acquisì un ruolo fondamentale nella tratta degli schiavi e nel 1609, sbarcando sull’isola di Manhattan, diede il via alla colonizzazione olandese della zona che prese il nome di Nuova Amsterdam.
Il Secolo d’Oro fu inoltre il periodo in cui si arricchirono culturalmente le Province Unite, si razionalizzò maggiormente la tolleranza religiosa professata dall’Unione di Utrecht e la politica visse un momento di crisi con la neonata repubblica olandese. La disputa tra la casata degli Orange-Nassau e i repubblicani si risolse a favore di Guglielmo II che però morì tre mesi dopo la vittoria dando la possibilità ai rappresentanti delle province di attuare un decentramento dell’autorità. Gli anni che seguirono portarono ben tre guerre anglo-olandesi per la supremazia nel commercio marittimo, concludendosi con la vittoria degli inglesi. Si formarono alleanze e nel 1697 la pace di Ryswick decretò la fine della guerra tra la Francia e la Grande Alleanza, e le Province Unite tornarono in possesso dell’intero territorio mentre in quegli anni si accese il conflitto per la successione spagnola che si concluse nel 1713 con il trattato di Utrecht che concesse agli olandesi di costruire lungo il confine della Francia.
Le lunghe guerre che si susseguirono indebolirono il paese sotto ogni punto di vista: l’economia risentì delle ingenti spese belliche sostenute, si registrò un preoccupante calo demografico, la flotta marittima dovette ritirarsi dalle rotte mercantili e le condizioni delle dighe erano disastrate ma non vi era possibilità economica per porvi rimedio. A livello politico si accese un ulteriore conflitto che durò tre anni e vide nel 1795: le Province Unite cessarono di esistere e la regione prese il nome di Repubblica fino al 1806 anno in cui Napoleone la trasformò in Regno d’Olanda e la mise nelle mani del fratello Luigi Bonaparte. Quest’ultimo però deluse le aspettative e la corona gli venne sottratta: il principe Guglielmo VI fu incoronato re dei Paesi Bassi con il nome Guglielmo I dando il via alla dinastia di regnanti che ancora oggi è al potere.
Napoleone fu sconfitto nel 1815 e il Congresso di Vienna decretò definitivamente la conclusione dei venti anni di guerra e stabilì la nascita del Regno Unito dei Paesi Bassi. Nel 1830, dopo la ribellione delle province meridionali, il sovrano fu costretto a concedere l’indipendenza del Belgio e nel 1848, Guglielmo II, succeduto al padre dopo la sua abdicazione, diede al popolo olandese una costituzione più liberale e democratica. Dal quel periodo in poi il paese si mostrò più neutrale e anche nella prima guerra mondiale rimase imparziale per poi, terminato il conflitto, iniziare un percorso con obiettivi sociali importanti: la difesa dei diritti delle donne e dei bambini, il miglioramento dell’istruzione, l’eliminazione della povertà.
Anche durante la seconda guerra mondiale gli olandesi provarono a restare neutrali ma nel 1940 il paese venne invaso dalla Germania: Rotterdam venne totalmente distrutta e tutto il paese si indebolì ulteriormente tanto da non riuscire a reagire alla crisi del 1944, il famoso ‘inverno della fame’ in cui gli olandesi continuarono ad essere in balia dei tedeschi che ridussero il paese sul lastrico. Il 5 maggio del 1945 finalmente i tedeschi si arresero alle truppe canadesi e il Regno Unito dei Paesi Bassi fu finalmente liberato. Gli anni che seguirono furono di lenta e difficile ripresa, contemporaneamente, però, prima le Indie Orientali, poi l’Indonesia e in seguito anche il Suriname si dichiararono indipendenti.
Gli anni ’60, periodo di forti tensioni in tutto il mondo, vennero vissuti dagli olandesi altrettanto violentemente con contrasti e proteste da parte dei lavoratori, degli studenti e degli hippie e, sempre in questo periodo, nacque un atteggiamento di tolleranza verso l’uso di droghe e dell’omosessualità. Nel 1980 salì al trono Beatrice, figlia della regina abdicata Giuliana, incoronazione che venne contestata con manifestazioni di protesta e con una bomba fumogena.
Ad oggi il paese sembra stia assumendo un aspetto più rigido rispetto il tema delle droghe e dell’omosessualità: nel 2008 molti Koffieshop sono stati chiusi e molte limitazioni sono state imposte al famoso quartiere a luci rosse.
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